Piccolo spazio, pubblicità

Al bar

-Hai sentito di questa storia di Morgan e della coca e di Sanremo?
-Già, che storia.
– …
-E scrivici un libro almeno. Un’intervista è da dilettanti.
– …
-Forse era una citazione colta che non abbiamo capito, magari si è confuso. Pharmakòn, in greco, vuol dire sia “droga” sia “medicina”.
-Si è anche confuso su Freud, se è per questo.
– …
-Ma dài, vantarsi di quanto reggi.
-Davanti a un giornalista col registratore.
-E non è che non sai cos’è un registratore.
-O come funziona.
– …
-A me, lui, faceva sempre venire in mente una scenetta. C’è Carmelo Bene che va da Ennio Flaiano e gli dice:

-Maestro, secondo lei dovrei fare del cinema?

E Flaiano gli risponde:

-Perché no? non c’è più nessuno che abbia il coraggio di sbagliare.

-Sì, è uno col coraggio di sbagliare.
-Peccato che stiamo parlando di un’intervista, e non di un’opera.

L’arte al cesso

Nel 1917 Marcel Duchamp prende un orinatoio e ci scrive R. Mutt; poi lo porta, con il titolo Fontana, alla Società degli artisti indipendenti di New York, dove preferiscono non tenerlo in custodia né tanto meno esporlo al pubblico.

Tuttavia quel cesso, forse R. Mutt va letto Mutt-Er: la “madre” di cui ricorda le forme, forse Marcel aveva letto un saggio di Freud su un sogno di Leonardo da Vinci, avrà molta fortuna.

Nel 2006 ne esistevano sei esemplari e nessun originale, tanto che l’anarco-artista Pierre Pinoncelli ha pensato di prendere a martellate quello in mostra a Parigi, per renderlo diverso dagli altri.

Insomma i ready made sfondano nel mondo dell’arte per quasi un secolo: nel 2004 Damien Hirst vende The Physical Impossibility of Dead in the Mind of Someone Living per sei milioni e mezzo di sterline. Si tratta di uno squalo tigre di 4.3 m, una volta decomposto è stato sostituito da un analogo nel 2006.

Sempre da un cesso viene ora un interrogativo e un invito che riprendiamo

pure_art