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Inaccrochable

Quando era a Parigi, nel 1922, Hemingway andava a trovare la signorina Stein. Parlavano di shopping e di omosessualità, lei gli spiegava il suo punto di vista: quella tra gli uomini le sembrava disgustosa mentre per le donne era diverso. Lui pensava che quello era il motivo per cui da ragazzo girava con un coltello in tasca.

Parlavano anche, con cautela, di scrittori e scrittura. Lui le portava i suoi racconti, lei li leggeva. Seduta sul suo letto, che era molto basso, gli disse che le piacevano tutti, tranne uno Up in Michigan.

“È bello, non è questo il punto. Ma è inaccrochable, vale a dire come un quadro che un pittore dipinge e poi non può appendere quando fa una mostra e nessuno lo compra perché nemmeno gli altri lo possono appendere”.
Scrivere cose inappendibili, inincorniciabili è un errore e una sciocchezza -diceva, e non valsero le proteste di Hem sul tono reale che la storia voleva avere.

Anche il video di Marrazzo è un inaccrochable, ma questo non gli ha impedito di fare un bel giro.

Nel corso del tempo molti sono stati convinti, per esempio Kant, che l’opera d’arte fosse quella cosa che stava dentro la cornice e non mai che potesse essere la cornice stessa.

Ieri è morta una poetessa che per tutta la vita ha scritto cose inincorniciabili.
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[questo articolo cita Ernest Hemingway, Gertrude Stein, Alda Merini, Immanuel Kant, Pietro Marrazzo e Gustave Courbet]

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