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30 anni di Calvin & Hobbes

Alta letteratura

A Novembre (2015) è uscito il film dei Peanuts, tratto dai personaggi delle strisce di Charles Schulz: le strisce che, secondo Umberto Eco, sono al livello dei classici greci, meglio di Salinger, vera poesia. A me i Peanuts piacciono, non ho nulla contro i Peanuts, semplicemente, sulla stessa rivista in cui uscivano i fumetti di Charlie Brown e Snoopy, prima di leggere i Peanuts, andavo a cercare le strisce di Calvin & Hobbes di Bill Watterson.

Il mondo secondo Calvin

Trent’anni fa, oggi, usciva la prima vignetta di Calvin & Hobbes. Non ci sarà nessun film di Calvin & Hobbes, come non c’è nessuna tazza o maglietta: nessun gadget ufficiale, perché Bill Watterson, che per dieci anni ha scritto e disegnato un bambino biondo e la sua tigre, non ha ceduto i diritti per fare merchandising dei suoi personaggi. Calvin & Hobbes iniziano il 18 novembre del 1985 e finiscono il 31 dicembre del 1995.

Il mondo come volontà e rappresentazione è un libro di uno scrittore tedesco: Arthur Schopenhauer; è un libro lungo e complicato, con un inizio bellissimo e comprensibile: “Il mondo è una mia rappresentazione”. Uno potrebbe smettere di leggerlo dopo la prima frase, posare il libro e pensarci su. Calvin è un bambino biondo che abita nel nord degli Stati Uniti e ha una tigre che gli risponde e gli tira le palle di neve; Calvin guida un’astronave, spesso la guida in classe, durante le lezioni a scuola. Calvin riceve messaggi dagli alieni e sfida i dinosauri. Così va il mondo per Calvin.

La tigre di Calvin si chiama Hobbes, se nella vignetta ci sono degli adulti Hobbes è un pupazzo di pezza a forma di tigre, se nell’inquadratura ci sono Calvin e la tigre, Hobbes parla, tenta di aggredire Calvin, lo abbraccia da dietro quando la slitta prende velocità. Thomas Hobbes è uno scrittore inglese, si è occupato di politica, geometria, natura dell’uomo. Una frase famosa di Hobbes è “gli uomini sono lupi per gli altri uomini”. La condizione spontanea dell’uomo è la lotta e il tentativo di sopraffazione reciproca. Il mondo è un posto inospitale e per sopravvivere dobbiamo lottare. Calvin tenta di non fare il bagno, di non mangiare niente che sia verde, di non cedere il posto sull’altalena. Nella sua lotta contro il resto del mondo: gli adulti, i genitori e la maestra, i compagni di classe, le ragazze, le sue risorse sono immaginative, il suo compagno è una tigre che per tutti gli altri è un pupazzo.

Secondo lo psicanalista infantile Donald Winnicott per essere dei genitori sufficientemente buoni bisogna lasciare che il proprio bambino si arrabbi e si deve evitare di pretendere che il proprio bambino sia sempre obbediente. Calvin ha avuto dei genitori sufficientemente buoni, che gli hanno permesso di sviluppare la sua personalità, in prospettiva di diventare un uomo che lotta con altri uomini per affermare la propria rappresentazione del mondo.

La meraviglia e la conoscenzacalvin-and-hobbes

Quando ci succede qualcosa facciamo un’ esperienza, quando raggruppiamo esperienze simili sotto una regola, abbiamo trovato una causa. Se i Peanuts di Schulz sono letteratura, e certamente lo sono, Calvin & Hobbes di Watterson mi ricordano la filosofia, il tentativo di trovare le regole. I bambini, fin da piccolissimi, imparano così: fanno qualcosa (prassi), provano a stabilire una regola che valga per le esperienze simili (teoria).

– Bill Watterson, perché non ha voluto fare merchandising di Calvin & Hobbes?

– Non aveva senso commercializzare dei prodotti basati su Calvin & Hobbes, se l’avessi fatto avrei tradito lo spirito della mia storia e la dignità dei fumetti come forma d’arte. Le mie storie funzionano così, non in un altro modo, non su una tazza o su una maglietta.

– Perché il primo gennaio del 1996 ha smesso di pubblicare le storie di Calvin & Hobbes?

– Perché avevo detto quello che avevo da dire.

Per Aristotele la filosofia è la conoscenza delle cause. Quando a qualcuno succeda qualcosa quella è un’esperienza, quando qualcuno provi a trovare la regola, la causa che valga per esperienze simili quella è conoscenza. Nel suo libro più famoso, La metafisica, Aristotele dice che l’origine di ogni conoscenza, per l’uomo, è il sentimento di meraviglia. Se non ci stupiamo, non siamo spinti a conoscere. Quando qualcosa ci sorprende è allora che nasce in noi il desiderio di conoscere e conoscere è conoscere le cause. Per i bambini conoscere è una condizione normale, è il loro modo di relazionarsi al mondo. Gli adulti possono decidere di smettere di imparare, di accontentarsi di quello che sanno. Mi ricordo una frase di Bill Watterson

– Se nell’ultimo riquadro di una striscia di Calvin & Hobbes non sono sorpreso di quello che succede, se non mi meraviglio io stesso, ricomincio da capo. Se non sono sorpreso non mi fa ridere e se non fa ridere me allora non farà ridere nessuno.

La mia striscia preferita di Calvin & Hobbes

La mia striscia preferita di Calvin & Hobbes è del 28 ottobre 1992. Calvin è a scuola e inizia l’intervallo. Dopo aver fatto merenda si butta dallo scivolo, si arrampica ed è felice di stare da solo; nella striscia successiva fa uno scherzo a Siusi, la sua amica, (“sei una mangiacaccole”) che di conseguenza lo picchia, come è normale tra loro. Poi c’è la mia striscia preferita.

Nella mia striscia preferita Calvin è ancora nel cortile della scuola, durante l’intervallo. Sente la campanella suonare, ma continua a dondolarsi sull’altalena. Siusi gli passa davanti, sta rientrando in classe, dice a Calvin

– Non hai sentito la campanella? L’intervallo è finito, è ora di rientrare.

Calvin si dondola e le risponde

– Non sono ancora pronto. Mi ci vuole più di un intervallo per mettermi in stato di sottomissione.

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