Una volta  a Torino c’erano i Murazzi, era il posto, in una città che non si mischia, dove le persone si mischiavano. Una volta a Torino c’era il Re, è rimasta una pianta, una pianta sociale, ordinata secondo il modello della corte e dell’aristocrazia. Una volta a Torino c’era la Fiat, ci lavorava mio nonno. Una volta a Torino c’erano gli immigrati dal sud, che adesso sono diventati i nonni dei torinesi.

Una volta a Torino c’era un locale che si chiamava Café Liber, in piazzetta dei Mastri Minusieri, che è una parola che viene dal francese e vuol dire falegnami. In quella piazza, una volta, c’era l’università dei falegnami, ebanisti e Mastri di Carrozza. Al Café Liber al piano terra affittavano vhs, al piano di sopra c’era un biliardo, ma non di quelli seri: di quelli con le impronte delle cicche e delle birre versate. Un biliardo per perditempo. Al Café Liber una sera, e non era una cosa normale, un tipo mani piccole e barba grande, leggeva dietro i suoi occhiali poesie d’insuccessi amorosi che facevano ridere. Le leggeva su grandi fogli stampati, era emozionato ma sicuro, aveva una erre molto particolare, la gente rideva e faceva attenzione. Le poesie erano d’amore triste ma attraverso di lui facevano ridere.

Circa tredici anni dopo l’ho incontrato a Rimini, stesso tipo barbuto che nel frattempo era diventato conosciuto, un poeta professionista. Gli ho detto – Ma sai che c’ero anche io quella volta che avevi letto le poesie al Café Liber? E lui un po’ si è commosso e mi ha detto che era la prima volta che leggeva le sue poesie in pubblico.

Nel frattempo, nella pianta di Torino, non c’è più la Fiat, non ci sono più le persone che si mischiano ai Murazzi, non c’è più il Café Liber in piazzetta del Mastri Minusieri e Guido Catalano è in Tour per l’Italia; questa sera “suona” all’Hiroshima Mon Amour, in via Bossoli 83 a Torino, i suoi libri di poesie hanno venduto ventimila copie. L’11 febbraio esce il suo primo romanzo, D’amore si muore ma io no, per Rizzoli.

Una volta a Guido ho detto

– Ma lo sai che tu sei un esempio?

– Un esempio di cosa?

– Di come si può farcela senza diventare stronzi.

– Sono un’eccezione del sistema.