Da quella volta di Fruttero e Lucentini ci siamo conosciuti con il twitter di Einaudi e l’altra settimana mi ha chiesto se avevo voglia di leggere un libro che si chiama Annientamento o annichilimento o annullamento, non mi è rimasto molto in testa il titolo.

Io ho detto sì, ma poi ho rimandato il momento di cominciare la lettura perché avevo sfogliato l’indice e non mi sembrava molto allettante.

L’indice di Annientamento – ho controllato, fa così

01 – Iniziazione

02 – Integrazione

03 – Immolazione

04 – Immersione

05 – Dissoluzione

Mi sono detto meglio essere allegri prima di cominciarlo perché tra titolo e indice non promette benissimo.

La prima cosa di cui son stato contento, di Annientamento, è che si parlasse di una Area X, perché mi ha ricordato il libro di Arkadij e Boris Strugackij, Picnic sul ciglio della strada, dove si parla della Zona e degli esploratori della Zona: Stalker, come si chiama il film che Andrej Tarkovskij ha tratto da quel libro.

Son stato contento perché non leggo molti libri di fantascienza e Picnic sul ciglio della strada credo sia uno dei miei libri di fantascienza preferiti.

I libri di fantascienza per me si dividono in due grandi categorie: quelli in cui arrivo alla fine della prima pagina e quelli in cui una forza misteriosa mi impedisce di arrivare alla fine della prima pagina. Per capirci potremmo chiamare quella forza misteriosa un insieme di informazioni di cui non mi interessa niente che di solito sono seguite da un insieme altrettanto ampio di spiegazioni di cui non mi interessa niente. Per fortuna Annientamento non è di questo tipo di fantascienza. Anzi, se devo dire, è più del tipo: informazioni poche, spiegazioni anche meno, che sono i miei preferiti.

Potendo fare delle domande a Jeff VanderMeer, che ha scritto Annientamento, che domande gli faresti? io queste due.

Ora, adesso come adesso, scriviamo tutti tanto, non solo gli scrittori. Scriviamo sui telefoni, scriviamo sui computer, scriviamo per lavoro, scriviamo per raccontare i fatti nostri, scriviamo subito. La tecnologia per scrivere in Annientamento non c’è; però l’atto di scrivere è al centro del libro, perché?

-Perché me lo sono sognato, ha risposto Jeff VanderMeer, dalla sua casa in Florida. -Mi sono sognato le scritte, quelle che poi sono nel libro,  e ho cercato di svegliarmi per scriverle.

Ha mai sentito parlare del Paese dei Balocchi, quello di Pinocchio?

-Uh! è una domanda a proposito delle bugie? No, comunque l’ho letto molto tempo fa, Pinocchio, e non mi dice niente il Paese del Balocchi.

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Io adesso qui non lo dico perché mi è venuto in mente il Paese del Balocchi, ma magari si capisce se uno legge Annientamento. In ogni caso, sia se si voglia considerare Pinocchio un libro di fantascienza o meno, io – dopo aver letto Annientamento – ho comprato dei fiori da mettere in casa. E anche il perché di questo, secondo me, si capisce se uno legge il libro.