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		<title>Sulla serietà</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 09:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrispondenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Esperienze della serietà.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina, dopo aver portato mio figlio a scuola, ero di ottimo umore. In macchina, ascoltavo una delle mie canzoni preferite, L&#8217;anno che verrà di Lucio Dalla, e canticchiavo e mi piaceva sentirmi canticchiare. Poi, con la macchina mi sono un po&#8217; spostato perché c&#8217;era un macchina dei vigili del fuoco parcheggiata in mezzo alla strada, e superandola mi sono accorto che era parcheggiata così per fare scudo a una signora sdraiata per terra. La signora aveva un foulard a pois bianchi su fondo nero e l&#8217;acconciatura che hanno le signore quando si vestono bene per andare a fare la spesa. Un vigile le teneva una mano sotto la nuca in modo da tenerle leggermente sollevato il capo, in modo che il capo non toccasse l&#8217;asfalto della strada. Sulla strada, forse proprio dal capo, veniva un rivolo di sangue. Come quei rivoli di sangue che si vedono nelle fotografie dove c&#8217;è la guerra, ne ho viste di recente dalla Siria, ma questa era proprio dentro la mia macchina, mentre canticchiavo Lucio Dalla ed ero di ottimo umore. Mi sono fatto subito serio.</p>
<p>Ci si fa seri in fretta davanti all&#8217;eventualità della morte.</p>
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		<title>I dischi dell&#8217;anno scorso</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 15:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che fanno felici]]></category>

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		<description><![CDATA[da vedere.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://eudemonico.altervista.org/wordpress/i-dischi-dellanno-scorso.html/ascolti" rel="attachment wp-att-4592"><img src="http://eudemonico.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/ascolti-480x326.png" alt="ascolti" width="480" height="326" class="aligncenter size-medium wp-image-4592" /></a></p>
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		<title>Che suppostone gigante, ovvero la migliore analisi politica</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 10:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[le meravigliose sorti progressive della politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[diego bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Gazebo]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Damilano]]></category>

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		<description><![CDATA[Capace della sintesi adatta alla più confusa delle circostanze, pur nella pluralità delle voci convocate, la migliore considerazione politica delle circostanze attuali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Capace della sintesi adatta alla più confusa delle circostanze, pur nella pluralità delle voci convocate, la migliore considerazione politica delle circostanze attuali.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://swf.tubechop.com/tubechop.swf?vurl=Lo1MalxzxpA&#038;start=1318.7&#038;end=1380.48&#038;cid=1149028"></param><embed src="http://swf.tubechop.com/tubechop.swf?vurl=Lo1MalxzxpA&#038;start=1318.7&#038;end=1380.48&#038;cid=1149028" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Ancora una volta, a cura di Diego Bianchi.</p>
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		<title>Le parole non sbagliano</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 08:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che fanno felici]]></category>

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		<description><![CDATA[La differenza fra le parole e le persone.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa insieme agli amici Alessandro Bonino e Marco Manicardi abbiamo aperto un blog che si chiama <a href="http://prosadomenica.altervista.org/" target="_blank">La prosa della domenica</a>.</p>
<p>È un blog collettivo d&#8217;occasione e l&#8217;occasione è che Einaudi, anche perché glielo abbiamo chiesto, su Twitter, ha ristampato I ferri del mestiere, manuale involontario di scrittura con esercizi svolti di Fruttero e Lucentini a cura di Domenico Scarpa.</p>
<p>Quindi faremo delle letture da questo e da altri libri di Fruttero e Lucentini, la prima è per il 3 di maggio, poi probabilmente delle altre.</p>
<p>Personalmente son molto contento, perché Alessandro Bonino e Marco Manicardi sono molto bravi e mi fa molto piacere fare una cosa con loro e mi fa molto piacere che questa cosa sia proprio su Fruttero e Lucentini.</p>
<p>Fruttero e Lucentini una volta hanno fatto una trasmissione televisiva che si chiamava <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0b583664-df80-4dcd-9190-e1ce31b3b087.html" title="guarda la puntata" target="_blank">L&#8217;arte di non leggere</a>.</p>
<p>In questa trasmissione parlano di grandi libri dell&#8217;umanità, tra questi il Don Chisciotte, che &#8211; dicono &#8211; non si può leggere tutto. Se ci si fa prendere della mania della completezza, se tutto è sacro, la gente poi si stufa e non legge più. Invece bisogna passeggiare tra i libri, divertirsi -dicevano.</p>
<p>Tra i grandi libri dell&#8217;umanità, prima del Chisciotte Fruttero e Lucentini, nella trasmissione <em>L&#8217;arte di non leggere</em>, avevano parlato di Pinocchio, rimandando Proust, perché «Proust è spinoso».</p>
<p>A me è appena capitato di rileggere Pinocchio, che è pieno di parole sorprendenti, come &#8220;aggranchite&#8221; e altre ancora, di momenti comici inaspettati: «Crepa, Alidoro», e ho visto il nuovo <a href="hhttp://www.youtube.com/watch?v=KiKFYGKCd4k&amp;list=PLRTym6fyuPjKVYPgkcDueggGov9jizYL-" target="_blank">film della Lanterna magica</a> che è molto bello.</p>
<p><iframe width="480" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/_bYl_uIVKVg?list=PLRTym6fyuPjKVYPgkcDueggGov9jizYL-" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nel Pinocchio, un libro parallelo, Giorgio Manganelli scrive:</p>
<blockquote><p>Signori e signori,</p>
<p>vorrei mi fosse consentito porgere un grato congedo a maestro Ciliegia, che ha non senza decoro, e con l&#8217;inettitudine che egli ha in comune con noi, eseguito un compito né facile né lusinghiero: non dimentichiamo che egli è l&#8217;unico nostro rappresentante, colui il cui unico destino è l&#8217;errore.</p></blockquote>
<p>e poche pagine dopo</p>
<blockquote><p>Le parole non sono antropocentriche, nessuno le «scrive», non «vogliono dire» nulla, non hanno nula da dire. Come l&#8217;universo, sono inutili. [...] le parole non conoscono errore. Se una parola «sbaglia» l&#8217;universo si adegua immediatamente.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>La notte a leggere Kant</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 10:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approssimazioni]]></category>
		<category><![CDATA[l'eredità del berlusconismo]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Eco]]></category>
		<category><![CDATA[una notte in discoteca.]]></category>

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		<description><![CDATA[Umberto Eco, l'eredità del berlusconismo, una notte in discoteca.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di tutto questo periodo di berlusconismo ci rimarranno non solo le gesta eroiche del capo ma i begli infortuni, i deliziosi inciampi, l&#8217;involontario comico del repertorio Oppositori In Carica. Fra questi, una menzione d&#8217;oro, il palco dell&#8217;onore a Umberto Eco, che ebbe a dire, una volta, che Noi a differenza di Loro, stavamo svegli la notte, sì, ma solo per leggere Kant.</p>
<p>Fa molto ridere che l&#8217;opposizione a scopare minorenni in maschera in un bordello nel sottoscala di casa si manifesti nel ripassare la critica della ragion pura.</p>
<p>Cioè a me fa ridere. Io, almeno una volta, sono stato di notte, sveglio, a leggere Kant. Era per l&#8217;esame di Filosofia teoretica. La sera prima, o qualche sera prima, ero in una discoteca con la mia fidanzata, ero in ansia per l&#8217;esame, la dialettica trascendentale, le idee regolative del mondo e quelli passavano i Cure.</p>
<p>Così ho detto alla mia fidanzata -Io torno a casa a studiare, tanto il passaggio ce l&#8217;hai, perché eravamo con un mio amico.<br />
Poi, niente, l&#8217;esame: tutto a posto; nessuno diventa l&#8217;intellettuale di riferimento di nessuno con un manifesto identitario del tipo: la notte leggiamo Kant! e il mio amico e la mia fidanzata si erano messi insieme, poco dopo, mi sa la sera stessa.</p>
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		<title>Domenica mattina</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 15:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che fanno felici]]></category>

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		<description><![CDATA[Una colazione. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando mi sono alzato sono andato in cucina per preparami la colazione e ho aperto lo sportello per prendere una padella e ho preso una padella e prendendo la padella ho fatto cadere quattro bicchieri che si sono rotti. </p>
<p><a href="http://eudemonico.altervista.org/wordpress/domenica-mattina.html/bicchieri" rel="attachment wp-att-4551"><img src="http://eudemonico.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/bicchieri-358x480.png" alt="bicchieri" width="358" height="480" class="aligncenter size-medium wp-image-4551" /></a></p>
<p>Poi mi sono preparato due uova col prosciutto. Strapazzate.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Hanno fatto anche delle cose buone</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 14:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che fanno felici]]></category>
		<category><![CDATA[c'è in giro della gente che dice che il fascismo ha fatto anche cose buone]]></category>

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		<description><![CDATA[C'è in giro della gente che non ci si crede.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per esempio mi ricordo di uno, un sergente mi pare, che era tornato a piedi dalla Russia: un freddo, diceva, in Russia. Arrivato al confine italiano, per evitare grane alla dogana, spedisce la pistola a casa sua. Posta ordinaria, per non dare nell&#8217;occhio. Quando arriva a casa si stende a dormire e dorme per dei giorni che sua mamma cominciava anche a preoccuparsi. E dorme finché non arriva a bussare alla porta uno che chiede di lui.<br />
-C&#8217;è una cosa per te gli dice sua mamma.<br />
Era la pistola.<br />
Allora lui si alza, la monta, perché per spedirla l&#8217;aveva smontata che dalla forma non si capisse che era una pistola e poi prende e va in montagna. A sparare ai fascisti.</p>
<p>Vedi che è pieno di gente che ha fatto anche delle cose buone?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Negozio</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 10:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approssimazioni]]></category>
		<category><![CDATA[kebab]]></category>
		<category><![CDATA[massaggi asiatici]]></category>
		<category><![CDATA[nicotina liquida]]></category>
		<category><![CDATA[sigaretta elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[vendi i denti di tua nonna.]]></category>

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		<description><![CDATA[Il commercio fiorisce nella società opulenta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Attività di negozio apertesi nella mia città, Torino, negli ultimi due anni.<br />
Elenco.<br />
Scarti di macelleria e ossa di animali composti in gelatina solidificata in forma conica, venduti sotto la dicitura Kebab con del pane e eventuale accompagnamento di cipolle crude e salse allo yogurt (bianca) o piccante (rossa).<br />
Compro oro, offerta speciale al grammo.<br />
Benessere orientale, centro massaggi.<br />
Slot machine in batteria.<br />
Another World, la sigaretta elettronica.<br />
Fine elenco.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Uno che vale uno è un mezzo</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 10:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[le meravigliose sorti progressive della politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[La tautologia del sé, ovvero cosa vuol dire che uno vale uno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>-Sono un elettricista vorrei occuparmi di energia, </p>
<p>-Sono fisioterapista vorrei occuparmi di sanità, </p>
<p>-Faccio il sommelier, voglio occuparmi di agricoltura,</p>
<p>-Sono insegnante nella scuola primaria vorrei occuparmi di istruzione,</p>
<p>e difesa del territorio, difesa del territorio, difesa del territorio; presidio e difesa del territorio.</p>
<p>La sfilata degli uomini e delle donne che uno per uno valgono uno ci dice che per ciascuno di loro c&#8217;è una competenza e un settore di competenza. Una riduzione dell&#8217;uomo al suo specifico ambito, una riduzione della complessità allo specifico tecnico: un recinto, strettino. Una logica da centro per l&#8217;impiego a tempo determinato, un linguaggio da smaltimento delle risorse umane.</p>
<p>Il ruolo assegnato alla persona eletta è la scomparsa della persona in favore del riproduttore. Lo dice la critica all&#8217;articolo 67 della Costituzione: rappresentare una nazione implica uno slancio fuori di sé, oltre le proprie forze; implica un arbitrio: un libero arbitrio, perché non c&#8217;è slancio senza volontà. Ma se la volontà è decisa dall&#8217;intelligenza collettiva non c&#8217;è bisogno dell&#8217;opera dell&#8217;uno, se non della sua funzione meccanica, di esecutore. L&#8217;uno deve eseguire, privato della sua volontà. Privato in pubblico, esposto a tutti, della sua volontà; privatosi di sua volontà dell&#8217;arbitrio: la decrescita felice dell&#8217;ego.</p>
<p>La cultura del totalitarismo cibernetico come nuova religione, scrive nel capitolo <em>L&#8217;apocalisse della rinuncia al sé</em> Jaron Lanier in <em>Tu non sei un gadget </em>(Mondadori, 2010). Il capitolo prima si chiama: <em>Persone scomparse, </em>suggerisce di evitare un comportamento online tale da poter esser confusi con un macchina, con un algoritmo: ci ho ripensato quando ho visto gli Eletti pubblicare, tutti, lo stesso status su Facebook.</p>
<p>Uno che vale uno non mi interessa. Non potrà mai fare nessuna rivoluzione uno che pensa di valere uno. Identico a sé, identico agli altri.</p>
<p>C&#8217;è stata una rivoluzione, una volta in Italia, l&#8217;hanno fatta persone che pensavano di poter fare tutto: ingegneria e pittura, magistratura e poesia: dura tutt&#8217;ora. </p>
<p>Uno che vale uno è un mezzo: l&#8217;abrogazione dell&#8217;uomo in favore dell&#8217;uomo strumento.</p>
<p>Non mi affascina nemmeno il SuperUno che può disporre di centosessantadue Eletti per dirgli quando pigiare il bottone. Il SuperUno che può mettere in bocca a migliaia di uno frasi uguali e diffondere l&#8217;idea che il Fondo monetario internazionale lo si capisce grazie a un post su un blog, rassicurare il conflitto dentro i confini di chi la pensa come te. Chiudersi un cerchio intorno, definirsi in base alla spersonalizzazione della frustrazione comune.</p>
<p>A me, invece, piace l&#8217;uno che si sforza di valere due.</p>
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		<title>La maschera è il vero volto che il potere mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 08:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[le meravigliose sorti progressive della politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa resta nel gioco del cambiare.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4511" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://eudemonico.altervista.org/wordpress/la-maschera-e-il-vero-volto-che-il-potere-mostra.html/130225_politics_grillocrowd-jpg-crop-article568-large" rel="attachment wp-att-4511"><img class="size-medium wp-image-4511" alt="Piazza del Duomo, Milano, comizio di Beppe Grillo, 19 Febbraio 2013. Foto di Tony Gentile/Reuters" src="http://eudemonico.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/130225_POLITICS_Grillocrowd.jpg.CROP_.article568-large-480x322.jpg" width="480" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Piazza del Duomo, Milano, comizio di Beppe Grillo, 19 Febbraio 2013. Foto di Tony Gentile/Reuters</p></div>
<p>La maschera minaccia con il segreto che si accumula dietro di lei. Poiché non è possibile leggere su di lei il mutare dell&#8217;animo come su un volto, si sospetta e si teme dietro di lei l&#8217;ignoto. </p>
<p>È ciò che non si trasforma, immutabile e durevole: è ciò che resta immobile nel gioco sempre mutevole delle metamorfosi.</p>
<p>Elias Canetti (Massa e Potere, 1972), citato da Marco Revelli, I demoni del potere, Laterza, 2012, p. 8.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;universo mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 10:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approssimazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Schelling meets San Valentino]]></category>

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		<description><![CDATA[Per una coincidenza uscito il 14 di febbraio. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A me capita, fin da quando ero bambino, che se perdo un tram, un autobus o un pullman mi sembra una congiura dell&#8217;universo contro di me. Lo vedo passare e andare via e mi sembra che la fisica, la meccanica del mondo abbiano pianificato ai miei danni.</p>
<p>Posso avvertire la finitudine della condizione dell&#8217;uomo, esperirla nel mio singolo individuo, nell&#8217;indifferenza della natura verso le mie sorti.</p>
<p>-E ora, quanto dovrò aspettare? Come sarebbe stato meglio aver anticipato quell&#8217;azione che mi ha fatto arrivare tardi a quell&#8217;appuntamento, fissato solo da parte mia, senza un tempo preciso.</p>
<p>Avevo anche smesso di prendere i tram, gli autobus e i pullman per mettermi al riparo da quella frustrazione.</p>
<p>Il filosofo Friedrich Schelling, un filosofo la cui prosa somiglia da vicino all&#8217;esser costretti a veder passare dei pullman senza poterli prendere, ha scritto che l&#8217;amore è quando hai la sensazione di essere in accordo con tutto ciò che ti circonda. Come se tutto fosse ordinato tenendo conto di te.</p>
<p>Come veder sbucare il tuo pullman, senza attesa.</p>
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		<title>Una giornata speciale</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 18:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approssimazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI si è dimesso da Papa]]></category>
		<category><![CDATA[Dove duole il dente]]></category>
		<category><![CDATA[Nevica]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi nevica, si è dimesso il Papa e io ho mal di denti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mal di denti, forse dipende dalla gengiva in realtà ma insomma è lì che fa male. Da ieri sera. È anche un dolore ricorsivo, già un paio di volte negli ultimi sei mesi.</p>
<p>Prima di pranzo sono andato in farmacia a prendere un anti infiammatorio</p>
<p>-Anche un antidolorifico, mi fa la farmacista e mi vende l&#8217;antidolorifico e un collutorio antinfiammatorio. Costano sempre molto le cose in farmacia.</p>
<p>Ma niente, dopo pranzo, che i medicinali è meglio prenderli dopo pranzo, il male non passava né con l&#8217;antidolorifico né con l&#8217;antinfiammatorio. Anche se in azione combinata. Allora ho preso l&#8217;unica pastiglia rimasta dell&#8217;antibiotico che di solito mi fa passare questo male e ho chiamato il dentista.</p>
<p>Con la ricetta sono andato in una nuova farmacia, vicino al dentista. Davanti a me, al banco c&#8217;era una suora. Siamo usciti insieme e uscendo le ho detto</p>
<p>-Giornata speciale oggi, eh?</p>
<p>E lei -Sì, speriamo che rassereni.</p>
<p>-No, il Papa, dicevo io.</p>
<p>-Ah, sì. Guardi, se non se la sentiva più: ha fatto bene.</p>
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		<title>Il posto dove sto io</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 13:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che fanno felici]]></category>
		<category><![CDATA[piazza borromini]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Di un corso, una piazza, uno strano suicidio, un cortile e un paio di semi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il posto dove sto io, a Torino, è sul fiume.</p>
<p>Il posto dove sto io, a Torino, una volta era la barriera di ingresso in città. C&#8217;era la dogana, la stazione del dazio.</p>
<p>Sto sopra una piazza, la piazza prende il nome di un architetto che si è suicidato tirandosi contro una spada, che è un modo già strano di suicidarsi. Avrei detto che fosse un suicidio romantico, i romantici erano avvezzi alla stranezza, te l&#8217;aspetti la stranezza dai romantici, invece è successo nel 1667 a Roma che è dove principalmente ha lavorato questo architetto il cui nome  - d&#8217;arte &#8211; dà il nome alla piazza sopra la quale sto io. Piazza che, a sua volta, sta sopra il fiume.</p>
<p>Dentro casa mia c&#8217;è un cortile, nel cortile ci son delle piante. Sul corso dove sta casa mia, che parte dalla piazza col nome dell&#8217;architetto morto a Roma in un modo che anticipa il romanticismo, c&#8217;è una magnolia vecchia cent&#8217;anni, che quando fiorisce vien la gente d&#8217;intorno a vederla, sta dentro una casa da ricchi.</p>
<p>Quando fiorisce quella magnolia, e fiorisce presto, sta succedendo qualcosa.</p>
<p>Dentro il cortile di casa mia, che non è una casa da ricchi, stiam comunque pensando di mettere delle magnolie. Più piccole di quella sul corso, che sta sulla piazza che sta sul fiume. Ma di metterle. Ma non è tanto questo.</p>
<p>È che c&#8217;è un pino marittimo. Non te l&#8217;aspetti un pino marittimo nel cortile di una casa a Torino. Viene da Lampedusa. Ce l&#8217;ha portato la signora del terzo piano. Anzi suo figlio, che era stato in villeggiatura a Lampedusa, era venuto su con due semi e li aveva regalati ai suoi genitori. I suoi genitori li hanno piantati, prima in un vaso poi nella terra, con una retina intorno per proteggerli dai bambini che giocavano in cortile. Uno è morto e non è venuto su niente, l&#8217;altro, e ci ha messo trent&#8217;anni giusti, è circa otto metri di pino marittimo in un cortile, a Torino. Nei pressi del fiume.</p>
<p>Delle volte, non ci si può fare niente, a guardarlo, quel pino marittimo, non sarà una magnolia secolare che fiorisce, ma anche lì sta succedendo qualcosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La taglia giusta</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 10:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che fanno felici]]></category>
		<category><![CDATA[Olympique Marsiglia]]></category>
		<category><![CDATA[vent'anni sembran pochi poi ti volti a guardarli e non li trovi più]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci son delle squadre che vincono tanto e poi perdono tutto. Pare incredibile quando son lì che vincono, ma poi succede, come le taglie che non vanno più bene anche solo un anno dopo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono andato in viaggio un paio di settimane fa. Tutto bene, ho passato le Alpi e c&#8217;era il sole, di là neanche si pagava l&#8217;autostrada. Volevo portare dietro un ricordo, un regalo, a casa, a quelli che in viaggio non c&#8217;erano venuti. Una parte dei regali è stata facile, un&#8217;altra no. Volevo portare a mio figlio una maglia dell&#8217;Olympique Marsiglia. Ma il negozio dove vendevano le maglie, le tute, i cappellini dell&#8217;Olympique Marsiglia, negozio che stava proprio sulla via principale, che poi era la strada che dal nostro appartamento portava al vecchio porto, che è stata la via che abbiamo fatto più spesso, era chiuso. Sempre chiuso, chissà perché, per una settimana sempre chiuso. E quindi sono tornato via senza maglia dell&#8217;Olympique Marsiglia e con del sapone, per la parte dei regali che è stata facile.</p>
<div id="attachment_4465" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://eudemonico.altervista.org/wordpress/la-taglia-giusta.html/marsiglia" rel="attachment wp-att-4465"><img class=" wp-image-4465" alt="Marsiglia, porto vecchio, foto mia" src="http://eudemonico.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/marsiglia-480x358.jpg" width="480" height="358" /></a><p class="wp-caption-text">Marsiglia, porto vecchio, foto mia</p></div>
<p>Il motto dell&#8217;Olympique Marsiglia è <em>Droit au but, </em>ho chiesto al mio amico che sapeva bene il francese cosa volesse dire ma si vede che l&#8217;ho pronunciato male perché lui mi ha risposto «dritto in culo», invece di «dritto allo scopo» che è la traduzione giusta. Ha più tifosi di tutte le altre squadre francesi ed è l&#8217;unica ad aver vinto una Coppa dei Campioni, nel 1992/1993. Dopo quella coppa: un disastro: scudetto revocato e, l&#8217;anno dopo, retrocessione. Niente titoli per diciassette anni, ma io ci sono affezionato. Mio figlio non ne aveva mai neanche sentito parlare dell&#8217;Olympique Marsiglia. -Ma gioca in Champions League? mi ha chiesto -Sì ma è uscita dopo i gironi, gli ho riposto.</p>
<p>Quindi mi sono messo a cercare una maglia dell&#8217;Olympique Marsiglia, da regalargli, su internet e non ho trovato granché. Allora gli ho chiesto un parere. Mi ha detto che preferiva la maglia di Leo Messi, il numero 10 del Barcellona. Anzi di Fernando Torres, il numero 9 del Chelsea. Ho trovato subito una buona occasione per la maglia di Torres. Ma sono rimasto un po&#8217; indeciso sulla taglia. Lui ha otto anni. La taglia 7/8 è forse piccola, la taglia 9/10 gli cade grande. Alla fine ho ordinato la taglia otto anni. E quando è arrivata e l&#8217;ho vista ero preoccupato che fosse piccola o che comunque diventerà piccola molto presto. Poi l&#8217;ha provata: è giusta. Diventerà piccola, ma adesso è proprio giusta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lunga vita a Aaron Swartz</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 19:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approssimazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aaron Swartz]]></category>
		<category><![CDATA[JStor]]></category>

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		<description><![CDATA[La conoscenza per tutti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Io mi ricordo la prima volta che ho conosciuto il sito JStor. E mi ricordo anche bene che cosa ho pensato.</p>
<p>Ero nella biblioteca del dipartimento di filosofia dell&#8217;università di Torino e stavo scrivendo la tesi di laurea. Lì, nella biblioteca del dipartimento di filosofia, c&#8217;era un abbonamento a JStor e potevi scaricare gli articoli. Da casa no. Su JStor c&#8217;erano gli articoli che mi servivano per scrivere la tesi. Quelli che ci sono finiti dentro e quelli che ne sono rimasti fuori, quelli che sono serviti per davvero e quelli che tentavano di far fare bella figura alla bibliografia, là in fondo. E mi rendevo conto della novità. Intanto, per consultare quegli articoli non dovevi compilare la schedina, aspettare il turno di consegna del bibliotecario, non dovevi calcolare quanti libri avevi già in prestito e rinunciare ad alcuni, restituirli, richiederli il giorno dopo. Scaricavi l&#8217;articolo e lo leggevi. E soprattutto: c&#8217;erano tutti quelli che cercavi. The Art World di A.C. Danto del 1964 apparso su Journal of Philosophy, n° 61. Brown, Carroll, Fisher, Kelly, Kennick e tutti gli altri. Mica nomi famosi. Nomi che sanno quelli che scrivono e leggono le tesi di laurea.</p>
<p>Io mentre stavo lì a guardare sul mio computer che potevo leggere tutti gli articoli che tutti i professori del mondo avevano scritto sul mio argomento ero ben felice. E mi son detto -Certo che roba, questa internet. Cioè, più precisamente, avrei dovuto dire: l&#8217;abbonamento a internet del dipartimento di filosofia dell&#8217;università di Torino in via Sant&#8217;Ottavio al secondo piano di Palazzo nuovo. Perché a casa mia JStor: niente.</p>
<p>Su JStor c&#8217;è la sapienza del mondo, tutti gli articoli degli studiosi, le riviste, le pubblicazioni delle università. E mentre, al secondo piano di Palazzo nuovo, in via Sant&#8217;Ottavio a Torino, mi accorgevo che era tutto lì, a disposizione, mi dicevo -Che bello: c&#8217;è la conoscenza per tutti. E invece no. Delle volte, dopo la tesi, ci son capitato su JStor. Una tristezza. Non ti ci fan mica entrare. Dov&#8217;è l&#8217;abbonamento? Niente abbonamento? Niente da leggere allora.</p>
<p><a title="l'articolo del NYT in memoria di Aaron Swartz" href="http://www.nytimes.com/2013/01/13/technology/aaron-swartz-internet-activist-dies-at-26.html?partner=rss&amp;emc=rss&amp;smid=tw-nytimes&amp;_r=0" target="_blank">Aaron Swartz</a> nel 2011 ha scaricato quasi l&#8217;intero archivio di JStor: 4,8 milioni di file tra articoli e altri documenti. Voleva <a title="Prosecutor as bully, da Lessig blog" href="http://lessig.tumblr.com/post/40347463044/prosecutor-as-bully" target="_blank">renderli pubblici</a>.</p>
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		<title>Se ben io ne morrò</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 09:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrispondenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariangela Melato ne L&#8217;Orlando Furioso di Luca Ronconi, 1975]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mariangela Melato ne L&#8217;Orlando Furioso di Luca Ronconi, 1975</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://swf.tubechop.com/tubechop.swf?vurl=cJ6ekj6uQJ4&#038;start=137.1&#038;end=262.68&#038;cid=835112"></param><embed src="http://swf.tubechop.com/tubechop.swf?vurl=cJ6ekj6uQJ4&#038;start=137.1&#038;end=262.68&#038;cid=835112" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Me li porta poi la prossima volta</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 09:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approssimazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il resto non mancia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ma voi, quando cercate di pagare un caffè con 50€ interi e la cassiera vi guarda sconsolata dicendo -Non li ha più piccoli? e allora poggiate sul bancone quello che avete in mano e mettete le mani prima in una tasca, poi nell&#8217;altra, per cavarne miseri 75 centesimi, che offrite alla cassiera e lei, sollevata, vi dice -Va bene, il resto me lo porta la prossima volta; voi, la volta dopo, quei 25 centesimi glieli portate? Io no, mai.</p>
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		<title>Dio, il destino e il libero arbitro</title>
		<link>http://eudemonico.altervista.org/wordpress/dio-il-destino-e-il-libero-arbitrio-o-arbitro.html</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 17:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che fanno felici]]></category>
		<category><![CDATA[diego armando maradona]]></category>
		<category><![CDATA[rummenigge]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è il compleanno di Maradona.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Immagina di avere un sogno, ce l&#8217;hai da vent&#8217;anni, da quel sogno dipende la tua gioia e quella di quelli che ti vogliono bene. Sei lì per farcela e quando ci sei vicino invece no. Il sogno si allontana, forse non ce la fai più. Forse non ce la fari mai.</p>
<p>Quando è quasi un bambino Diego Maradona viene spinto in campo, in uno stadio pieno, nell&#8217;intervalo di una partita del campionato argentino. -Palleggia, gli dice l&#8217;allenatore della sua squadra giovanile, che è quello che ce lo ha spinto, in mezzo al campo. La palla non cade mai e il pubblico grida -Che si fermi, ma non intende lui, non intende la palla, intende la partita. -Che la partita si fermi, lo vogliamo vedere ancora. Alla fine dei palleggi un giornalista gli chiede -Qual è il tuo sogno? e lui dice -Sono due: giocare un mondiale. E vincerlo.</p>
<p>Quando Diego Maradona sta per vincere un mondiale è il 1986, io me lo ricordo bene anche se avevo 7 anni. Me lo ricordo perché fino a quel momento lì quando qualcuno mi chiedeva -Come ti chiami? e io rispondevo -Diego, poi mi dicevano -Ah, che bel nome. Dal 1986 in poi quando qualcuno mi chiedeva -Come ti chiami? e io rispondevo -Diego, tutti, ma proprio tutti, anche le donne, le vecchie, tutti mi dicevano -Come Maradona.</p>
<p><a href="http://eudemonico.altervista.org/wordpress/dio-il-destino-e-il-libero-arbitrio-o-arbitro.html/diego-maradona-16-warms-up-12-septembe" rel="attachment wp-att-4407"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4407" title="el diego" src="http://eudemonico.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/101616367-450x296.jpg" alt="" width="450" height="296" /></a></p>
<p>Quando Maradona sta per vincere il Mondiale la sua squadra, l&#8217;Argentina, è avanti di due goal nella finale contro la Germania Federale, come si chiamava allora. Quando forse non ce la fa più, a realizzare il suo sogno, la Germania Federale ha segnato due goal. Uno Rummenigge e uno Völler, tutti e due su calcio d&#8217;angolo, tutti e due di testa. E a rivedere quella partita adesso, ti chiedi -Ma non li potevano marcare meglio, su calcio d&#8217;angolo? possibile che ti fai fare due goal, uguali, da calcio d&#8217;angolo, uno al 74°, uno all&#8217;81°? E poi mancano solo 9 minuti e finisce la partita, poi si va ai supplementari e poi ai rigori e chissà come finisce.</p>
<p>E uno come si sente quando ha un sogno da vent&#8217;anni e se lo vede lì e poi invece no, ché i tedeschi ti hanno rimontato: si dispera, si scoraggia, cosa fa? Cosa fai se mancano 5 minuti e poi chissà come finisce, e sei a centrocampo e tre dei loro ti vengono addosso, insieme. Cosa fai?</p>
<p>Quello lì, all&#8217;84° di Argentina &#8211; Germania dell&#8217;Ovest, è uno di quei momenti che ti dà da pensare.</p>
<p>È il libero arbitrio di Diego Armando Maradona che gli fa fare un passaggio che smarca il compagno di squadra, proprio mentre tre giocatori avversari gli si fanno contro e mancano solo 5 minuti alla fine della partita, oppure è il volere di Dio che fa si che quella palla passi proprio attraverso gli avversari e arrivi a Burruchaga che segna e ciao tedeschi, alla prossima. Era tutto scritto, era destino, lo stesso Maradona nello scrivere il suo destino si fece Dio, per quei cinque minuti che comunque diventano eterni?</p>
<p>Non lo so; però, io, che sono nato il giorno 10, lo stesso numero della maglia di Maradona e che mi chiamo Diego, come Armando, è sicuro che sono destinato a commuovermi quando vedo questo</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/huPTvprZwn8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>e leggo <a title="Chamb, d10s" href="http://chamberlainn.wordpress.com/2012/10/30/d10s/" target="_blank">quest&#8217;altro</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>È stato un lungo pigiama party</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 07:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approssimazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ai pigiama party non si rimorchia]]></category>
		<category><![CDATA[Andre Agassi ha vinto lo US Open]]></category>
		<category><![CDATA[Brad Gilbert dice che non devi avere il problema di fare di ogni palla una palla vincente]]></category>
		<category><![CDATA[Dave Grohl ha vinto il Grammy Award]]></category>
		<category><![CDATA[Kurt Cobain è morto]]></category>
		<category><![CDATA[la mente in stato di grazia lascia fluire]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi ha vinto]]></category>

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		<description><![CDATA[A Proust sarebbe piaciuto Kurt Cobain? ovvero l'utilità e il danno del conflitto di interessi per l'adolescenza .]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dici: &#8220;conflitto di interessi&#8221; e sei subito nel pigiama del 1994, al tavolo della colazione, con i tuoi genitori, quando il lungo salto in avanti stava per cominciare.</p>
<p>Andre Agassi aveva appena cambiato allenatore. Brad Gilbert gli aveva detto che doveva smettere di provare a fare di ogni palla una palla vincente. Che a pensarci adesso questo che Brad Gilbert, il nuovo allenatore di Andre Agassi, diceva ad Andre Agassi nel 1994, era il tentativo di risolvere il problema della pressione. La pressione è il mio tennis quando va male, dice Agassi. Sembra la prova della teoria della mente in stato di grazia. Non devi avere troppa pressione addosso per fare bene qualcosa, devi lasciar fluire. Chiedilo ai pianisti, mica pensano a ogni nota. Mica vogliono di ogni nota fare una nota vincente. </p>
<p>Dice <a href="http://networkedblogs.com/DWFLl" title="un articolo di Leonardo Tondelli che si intitola Berlusconi ha vinto" target="_blank">decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957</a>, non puoi candidarti &#8211; e dunque essere eletto &#8211; se sei vincolato con lo Stato &#8220;per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica&#8221;. Tipo le frequenze tv. Oscar Luigi Scalfaro alla Presidenza della Repubblica, Massimo D&#8217;Alema alla Bicamerale.</p>
<p>A quei tempi tutti volevamo essere Andre Agassi, coi completi sparati e fidanzati con Miss Laguna Blu. Nessuno voleva essere Dave Grohl, chi lo sapeva che sarebbe diventato un frontman vincitore di Grammy. </p>
<p>Nel 1994, a quel tavolo della colazione, quando ancora abitavo con i miei genitori, mio padre alza la testa dal giornale e dice -è morto quel cantante che piace a te. Andre Agassi vince il suo primo US Open. Siamo cresciuti con molta pressione addosso.<br />
Provateci voi ad avere &#8220;conflitto d&#8217;interessi&#8221; come madeleine adolescenziale.       </p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/aWmkuH1k7uA?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Ci verrà la morte a non vederti sempre?</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 11:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diegodatorino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approssimazioni]]></category>
		<category><![CDATA[speriamo.]]></category>

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		<description><![CDATA[Se vent'anni sembrano pochi, poi ti volti indietro e tutto è cambiato, non abito più qui. L'Erasmus si estingue, Silvio molla e noi ci sentiamo bene.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Speriamo.<br />
Che altro dobbiamo fare. La parola precisa, il sorriso perfetto.<br />
Vent&#8217;anni fa, o giù di lì, facevamo l&#8217;Erasmus, che non se la passa più tanto bene.<br />
Mentre facevamo l&#8217;Erasmus conoscevamo Silvio Rodriguez.</p>
<p>L&#8217;addestramento a riconoscere democrazia cristiana e partito comunista l&#8217;avevamo già messo da parte a favore di vent&#8217;anni di miracolo italiano©.</p>
<p>Ora che te ne vai, Silvio, come canta Silvio, l&#8217;altro: quello dell&#8217;Erasmus, ci verrà la morte a non vederti ogni momento?<br />
No. Mi sa di no.</p>
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