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Escono I Cani per la 42 Records, li presenta Emiliano Colasanti

“Il sorprendente album d’esordio de I Cani” è qui, pronto per essere ascoltato nella sua interezza.

Comincia così il post della 42 Records a proposito di «uno degli album più attesi del 2011».

Chiedo a Emiliano Colasanti di che si tratta, partendo dal principio.

Cos’è la 42 Records?
«42 Records è un’etichetta discografica che produce CD, vinili, cassette e MP3. Ogni tanto tenta di venderli, altre volte li regala. Fa la sua cosa nella casa, sempre.

Siamo in due, io e Giacomo Fiorenza. Con l’aiuto delle persone che ci sono più vicine. In particolare Andrea Suriani, che è socio di Giacomo agli Alpha Dept studio e che ci dà una mano per questioni  tecniche e non solo. Io mi occupo della promozione, dei rapporti con il distributore e altre cose. Ci metto più la faccia. Giacomo è meno esposto ma altrettanto prezioso: tutte le beghe tecniche sono sue, dalla stampa dei dischi e spesso e volentieri anche per la produzione, al mail order.
I gruppi li scegliamo insieme»

E tra questi ci sono I Cani. Chi sono?
«I Cani sono I Cani. Un gruppo di Roma che ci ha fatto sentire dei pezzi che ci sono piaciuti e abbiamo deciso di pubblicare»

Cos’hanno di buono?
«Le canzoni, prima di tutto. Sono pop, hanno tiro, restano in testa e si fanno canticchiare con piacere. Mi hanno colpito da subito e piano piano, entrando sempre di più nel loro mondo, ho cominciato a capire cosa me li faceva apparire così speciali. Diversi.
Fanno musica elettronica, ma che suona rock. Hanno testi facili e al tempo stesso molto profondi, narrativi. Diretti. Sono quello che sono e non fanno niente per nasconderlo: sono borghesi, hipster, snob, fighetti. Non usano metafore, raccontano il loro vissuto nell’Italia di oggi senza far leva sulla nostalgia.
Non parlano di Pasolini ma di Saviano, non citano De André ma i Go Go Go Airheart.
Non hanno intenti parodistici o satirici, sono ironici, ma anche molto seri. Si limitano a osservare la realtà in cui vivono e a descriverla in maniera lucida, spietata e molto “vera”».

È vero le major stanno tentando di rubarveli?
«Niente ruba niente a nessuno. So solo che pur senza avere le risorse di una major stiamo riuscendo a finire in canali solitamente blindati per le produzioni indie e a fare la promozione che sognavamo di fare. L’idea che una major può far svoltare un musicista fa ormai parte del passato, e ho la spocchia di pensare che un progetto come I Cani ha la credibilità che ha proprio perché arriva dal basso. Una major avrebbe promosso questo disco nel modo sbagliato, tradizionale, e forse l’avrebbe fatto apparire come una roba creata a tavolino. Non è così».


Ascolta in streaming Il Sorprendente Album D’esordio Dei Cani, 42 Records (2011)

 

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