Quest’anno finalmente non andrò al Salone del libro. Se siete di Torino, io sono molto di Torino, ci sono tre cose che fin da bambini vi ci portano: il museo egizio, la mole antonelliana e il Salone del libro. Poi crescendo capita di non tornarci mai più (al museo egizio), ogni tanto (la Mole) o tutti gli anni (il Salone).

Se fossi andato al Salone quest’anno sarei andato sicuramente a sentire Paolo Nori che presenta domani il Repertorio dei matti delle città di Torino, Parma, Cagliari e Roma. Non tanto perché il Repertorio dei matti della città di Torino ha contribuito a scriverlo anche il mio babbo (Giorgio), quanto perché mi sarebbe piaciuto distrarmi durante la presentazione e fare un mio personale elenco dei matti del Salone del libro di Torino.

Per esempio:

c’era uno che in vita sua non aveva mai rubato niente, a parte un pezzo di Lego rarissimo in casa di un amico quando aveva otto anni, che quando, al primo anno delle superiori, andò con la sua classe al Salone del libro fece a gara con i suoi compagni a chi rubasse più libri. E nonostante avesse pochissima esperienza di furti riuscì a vincere la gara: in termini di valore in lire, soprattutto grazie a un Meridiano Mondadori. Era il tempo in cui non c’erano le presentazioni degli scrittori al Salone del libro. Dall’anno dopo ci sarebbero state le guardie agli stand.

C’era uno che nel 2016 pensava che andare alla festa di Minimum Fax fosse figo.

C’era uno che passava 12 ore consecutive a firmare copie del suo libro e che nell’unica mezz’ora di libertà era andato a sentire la presentazione di un libro di un autore che non era lì perché la procura di Torino lo voleva interrogare e lui invece aveva mandato un messaggio e dei suoi amici lo avevano letto.

C’era uno che stava rimorchiando tantissimo alla festa di Minimum Fax e alla terza ragazza che si presentava si è girato verso il suo amico e gli ha detto: – Vedi quanto scopavo se ero etero.

C’era uno a uno stand che stava sostituendo la ragazza delle vendite che era andata in bagno quando è arrivato uno scrittore molto famoso in compagnia di uno scrittore meno famoso. Lo scrittore molto famoso aveva trovato nello stand un suo libro, scritto da lui, e lo aveva fatto vedere allo scrittore meno famoso dicendogli: – Questo lo hai letto? Te lo regalo. Il ragazzo che sostituiva la ragazza delle vendite allo stand, anche se aveva riconosciuto lo scrittore famoso, gli aveva fatto pagare il prezzo pieno.

Alla festa di Fandango c’era uno che era veramente sbalordito che gli avessero dato una stanza, in albergo, con la vasca idromassaggio. Era la prima volta che gli capitava.

C’era uno che veniva a Torino tutti gli anni solo una volta, per il Salone del libro, e tutti gli anni diceva: – Certo che Torino è proprio cambiata dopo le Olimpiadi del 2006.

C’era uno che era arrivato il giorno prima dell’inizio del Salone per montare lo stand e se ne era andato il giorno dopo la chiusura per mandare l’invenduto alla casa editrice che aveva passato una media di dodici ore dentro il Lingotto e aveva ricevuto 600€ in contanti per la prestazione e prima di uscire dal Salone ne aveva già spesi la metà.

C’era uno che non aveva l’invito per la festa di Minimum Fax.

C’era uno che andava al Salone da quando era bambino e ogni anno cercava un modo per entrare al Salone senza pagare il biglietto, senza un piano preordinato prima di arrivare sul piazzale davanti all’ingresso, quello con le code alle biglietterie. Un anno si faceva passare il pass da un espositore passando dal lato a sinistra delle biglietterie, un anno si faceva passare il pass da un responsabile marketing dall’altro lato, un anno aveva trovato degli amici che facevano una presentazione con un accredito vacante, un anno era venuto a prenderlo un suo amico scrittore, un anno un famoso venditore di braccialetti arabo-torinese gli aveva rivenduto a prezzo di cortesia un ingresso, ma c’era stato un anno in cui tutto sembrava perduto: dopo aver telefonato a tutti quelli che erano dentro, sembrava davvero che avrebbe dovuto fare la coda. Ma alla fine anche quell’anno lì, improvvisando, era riuscito a trovare un punto debole nell’organizzazione del Salone del libro.

Poi probabilmente la presentazione di Paolo Nori del Repertorio dei matti sarebbe finita. Peccato non andarci.